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domenica 14 novembre 2010

IL PORTATORE D'ACQUA....


Un portatore d'acqua aveva due grosse pentole; ciascuna era appesa all'estremità di un'asta, che egli portava sopra al suo collo. Una delle pentole aveva una fessura, mentre l'altra pentola era perfetta ed aveva permesso al portatore di consegnare sempre tutta l'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello fino alla casa del padrone. La pentola bucata invece arrivava solo piena per metà.Per più di due anni il portatore quotidianamente consegnò al padrone solo una pentola e mezza di acqua.Naturalmente la pentola perfetta era orgogliosa di sè, poichè si era rivelata perfetta per il fine per cui era stata costruita.La povera pentola bucata al contrario si vergognava della sua imperfezione miserevole dato che poteva compiere solo la metà di quello per cui era stata fatta. Dopo due anni di questa vita ormai percepiva di essere un amaro fallimento, per cui un giorno, giunta al ruscello, parlò al portatore d'acqua "Mi vergogno di me stessa, e voglio scusarmi con te." "Perchè?" domandò il portatore "Di cosa devi vergognarti?" "In questi due anni trascorsi sono stata in grado di consegnare solo la metà del mio carico perchè questa fessura causa una perdita d'acqua. Per colpa della mia crepa, devi fare tutto questo lavoro in più e non ricavi il giusto profitto dai tuoi sforzi," disse la pentola .Il portatore dell'acqua provò dispiacere per la vecchia pentola e disse con compassione: "Mentre ritorniamo alla casa del padrone, desidero che osservi i bellissimi fiori che incontriamo lungo il percorso."Fu così che andando sulla collina, la vecchia pentola osservava come il sole scaldasse gli stupendi fiori sul lato del sentiero, e come questo la rallegrasse.
Comunque, alla fine del percorso, essa si sentiva ancora frustrata ed in colpa perchè aveva perso la metà del suo carico, e così di nuovo, si scusò con il portatore per il suo fallimento.Il portatore disse alla pentola "Non hai notato che c'erano fiori solo sul tuo lato del percorso, ma non sul lato dell'altra pentola? Ciò è perchè io ho sempre saputo della tua crepa e ne ho addirittura tratto beneficio.Ho piantato i semi dei fiori sul tuo lato del percorso, ed ogni giorno durante la camminata di ritorno dal ruscello, tu li hai annaffiati.Per due anni ho potuto raccogliere questi meravigliosi fiori per decorare la tavola del mio padrone. Senza che tu fossi come sei, egli non avrebbe goduto di tale bellezza nella sua casa."
La morale di questa storia è : ciascuno di noi possiede le sue proprie ed uniche "crepe". Siamo tutti pentole "bucate", ma è l'uso che ciascuno fà delle fessure e delle crepe che può rendere la sua esistenza molto interessante e remunerativa. Devi prendere ciascuna persona per quello che è,cercando il buono in ognuno.C'è molto buono là fuori !. C'è molto buono in te !.
STORIELLA ZEN

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