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lunedì 5 dicembre 2011
** AFGANISTAN** IN CARCERE DOPO ESSERE STATA VIOLENTATA, KARZAI LA GRAZIA : " MA SPOSI LO STUPRATORE "

In Afganistan le donne da vittime passano a imputate e questa è una doppia violenza....
Kabul – “Indossava ancora i vestiti sudici del lavoro. Quando mia mamma uscì di casa, entrò e chiuse porta e finestre. Cominciai a urlare ma mi tappò la bocca con le mani”. Comincia così la storia di Gulnaz, intervistata dal carcere femminile di Badam Bagh a Kabul da un giornalista della CNN.
La storia – Viveva a Kabul con la madre e aveva 19 anni quando fu violentata dal marito della sorella. Dopo lo stupro la giovane donna decise di chiudersi in un triste silenzio senza denunciare l’accaduto alle autorità, a causa del tremendo machismo che permea le istituzioni afghane, ma soprattutto per non essere estromessa dalla società, per non essere ripudiata dalla famiglia e mantenere così l’onore, avvolta da sensi di colpa e frustrazione per una violenza e un crimine subito. L’incubo di Gulnaz diventa reale al quarto mese, quando scopre di essere rimasta incinta dell’aggressore. Decide di tenere la figlia, simbolo della sua innocenza, e rivolgersi alle autorità. Dopo la denuncia dei fatti la donna è stata arrestata e condannata alla reclusione forzata per 12 anni. Crimine commesso: adulterio. Secondo il portavoce giudiziario afghano Rahmatullah Nazari, la donna sarebbe colpevole di aver nascosto l’aggressione per troppo tempo e quindi, data l’impossibilità di dimostrare la violenza subita, accusabile di adulterio così come prevede la legge.
La legge afghana – I casi di violenze sessuali in particolare, e di violenze sulle donne in generale, sono endemici in Afghanistan. Tuttavia il Codice Penale non riconosce tale atto un crimine imputabile ad un presunto aggressore. Gli articoli 426 e 428 non contemplano lo stupro come violenza subita, ma rientra nella più generale forma di adulterio nell’ambito delle relazioni sessuali extraconiugali. Le sentenze emesse dal tribunale prevedono quindi come pena per le sole donne una reclusione da un minimo di 5 ad un massimo di 15 anni. L’impossibilità di fornire prove forensi che dimostrino la violenza subita è impossibile, dato il silenzio delle vittime, la corruzione, ma soprattutto per il fatto che vale solo la parola dell’uomo. L’unico modo per ottenere un indulto è essere perdonata per un crimine subito e non commesso dalla famiglia di appartenenza, dall’aggressore e, infine, dal tribunale.
L’obbligo di scegliere – “La mia bimba potrà continuare ad avere una madre”. Con queste parole, nel video diffuso mercoledì dall’emittente statunitense, Gulnaz ha dichiarato di essere disposta a sposare l’aggressore, ottenendo un indulto presidenziale ed una riduzione della pena a 3 anni e scegliendo l’unica via di salvezza possibile dal carcere e dalla morte. Semmai dovesse uscire disonorata insieme alla bimba, sarebbe la stessa famiglia ad ucciderla pur di salvare l’onore.
La situazione – La Legge per la Eliminazione della Violenza contro le Donne è entrata in vigore in Afghanistan nell’agosto del 2009. Essa prevede che siano imputabili penalmente i casi di violenza domestica, stupro, matrimonio combinato, compravendita e “baad”, ossia pratiche sociali attraverso le quali giovani ragazze e bambine vengono consegnate come compenso in caso di dispute familiari, l’immolazione e numerosi altre situazioni che sfregiano la dignità della donna. Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ammette che l’applicazione delle leggi internazionali per la tutela delle donne ha visto lo sforzo del governo di Kabul negli ultimi anni, ma che “disgraziatamente” l’impegno è pressoché irrilevante: da marzo 2010 a marzo 2011 sarebbero 2299 i casi di stupro non investigati. Si debba considerare anche l’impossibilità di avere la certezza di statistiche ufficiali. Stando ad un reportage di Robert Fisk, corrispondente del diario The Independent in Oriente in uscita nel prossimo numero, sarebbero almeno 20000 le donne assassinate ogni anno in nome dell’onore. In caso contrario, il 60% è obbligato sposarsi prima dei 18 anni, stando invece ad un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite. L’ultimo caso, riportato sul sito del giornale spagnolo Publico prendendo spunto da un servizio della BBC, risale al 10 novembre scorso. A Ghazni, città situata tra Kabul e Kandahar, una vedova insieme alla figlia sono state dapprima stuprate, poi in seguito accusate di adulterio e deviazioni morali e infine lapidate.
Il caso internazionale – Il caso Gulnaz, riportato tra le prime pagine dai quotidiani spagnoli El Pais e El Mundo, più che spingere le autorità internazionali a far luce sulla drammatica situazione di una giovane ventunenne, rischia di essere strumentalizzata all’interno di una polemica internazionale. Secondo quanto scritto tra le colonne delle testate spagnole infatti, tempo fa l’Unione Europea avrebbe commissionato ad un gruppo di esperti lavori di documentaristica in Afghanistan. Il caso di Gulnaz, insieme a quello di altre giovani donne, sarebbe stato documentato e fatto visionare all’UE, la quale avrebbe poi deciso di censurare il progetto. La motivazione ufficiale fornita dal Presidente Speciale dell’UE Vygaudas Usackas, sarebbe stata quella di voler preservare le donne da possibile rappresaglie poiché filmate a volto scoperto. Secondo la CNN, che ha presentato il documento nei giorni scorsi riprendendo la giovane coperto da un velo con in braccio la figlia, l’ostruzionismo europeo sarebbe da ricondurre alle relazioni sensibili tra l’Europa e il governo di Karzai. La situazione è alquanto complessa è vede coinvolti diversi attori: da un lato la CNN, espressione mediatica di un governo che da dieci anni è in guerra con l’Afghanistan per la salvaguardia dei diritti umani, a costo però della morte di migliaia di civili; da un altro l’informazione europea, accusata di connivenza con un sistema perverso e corrotto; su un ultimo fronte infine il governo di Kabul e le sue leggi. Nel mezzo Gulnaz e la piccola bimba di due anni, la prima colpevole di essere stata stuprata e umiliata, la seconda invece di essere nata.
MYANMAR

Aung San Suu Kyi e Hillary Clinton insieme, per un “nuovo futuro” in Myanmar.... Faccia a faccia questa mattina fra la leader dell’opposizione birmana e il segretario di Stato Usa, dopo la cena privata di ieri sera. La Nobel per la pace assicura che il Paese è “sulla via della democrazia” e non vi saranno “marce indietro”. Accordo per un cessate il fuoco fra esercito birmano e milizie Shan. http://www.americaoggi.info/2011/12/02/27999-birmania-hillary-clinton-incontra-suu-kyi
GIOCA CON MODERAZIONE

Questa è la "frasetta" magica inserita alla fine delle ormai note pubblicità sui giochi d'azzardo e in particolare sul poker online. Quello che più da fastidio in tutto ciò è la complicità dello stato italiano nel favorire una nuova patologia che negli anni ricadrà sulla collettività attraverso le spese del servizio sanitario..... la LUDOPATIA : conosciuta meglio come "Gioco d'Azzardo Patologico". La ludopatia è un disturbo del comportamento che può avere gravi conseguenze sulla vita sociale e professionale del soggetto che ne viene colpito. Si tratta di una “dipendenza senza sostanze”, che si concretizza nel forte desiderio di provare le emozioni legate al gioco e alla scommessa, solo assecondando questo impulso il “malato di gioco” si sente meglio. Se non riesce a giocare diventa irascibile e aggressivo, e possono subentrare anche crisi di astinenza come quelle che colpiscono i tossicodipendenti (con l’insorgere di vomito, mal di testa e tremore diffuso). Con il tempo gli individui colpiti da “ludopatia” cominciano a contrarre debiti e non riescono più a controllare né i soldi persi con le scommesse, né la quantità del tempo trascorso a giocare. Nella maggior parte dei casi queste persone non si rendono conto di avere un problema, fino a quando cominciano a perdere il lavoro e gli affetti familiari.
PROFUMO
REGOLE DEL MONASTERO...

Il discepolo Wu Liao entrò nel "Monastero Zen del Silenzio"
ed il Maestro
gli disse:
"Fratello, questo è un monastero silenzioso.
Tu qui sei il benvenuto. Puoi
rimanerci fichè vuoi, ma non devi parlare
se non te ne do io il permesso".
Wu Liao visse nel monastero un anno
intero prima che il suo Maestro gli
dicesse:
"Fratello Wu Liao, tu sei
qui da un anno ormai. Ora puoi dire due parole".
Wu Liao rispose:
"Letto duro".
"Mi dispiace sentirti dire ciò - disse il Maestro - Ti
daremo subito un
letto migliore".
L'anno seguente Wu Liao fu chiamato
nuovamente dal Maestro. "Oggi puoi dire
altre due parole Wu Liao".
"Cibo freddo" disse Wu Liao ed il Maestro gli assicurò che in futuro
il
cibo sarebbe stato migliore.
Al suo terzo anniversario al monastero
il Maestro chiamò nuovamente Wu Liao
nel suo ufficio: "Puoi dire due
parole oggi".
"Vado via" disse Wu Liao.
"E' meglio - commentò il
Maestro - Da quando sei qui non hai fatto altro che
rompere i
coglioni!"
MEDITAZIONE RAGGIO DI LUCE

Immaginate un bellissimo raggio di luce che entra da una finestra e illumina tutta la stanza, questo raggio di luce si dirige come un fascio potente nella vostra testa, la penetra tutta illuminandola a giorno; poi scende piano piano nella gola, nel petto, nel cuore; quando la luce è nel cuore, chiedetele di trasformarsi in luce carica d’amore, cosi che ogni cosa toccata da questa luce, riceva amore; ogni cellula del vostro corpo risponde a questa luce e a questo amore, ritornando a funzionare in piena armonia con il tutto; ora inviate questa luce carica d’amore in ogni angolo anche il più sperduto del vostro organismo; coccolate con questa luce carica d’amore ogni organo del vostro corpo. Dentro di voi sentite la pace che vi invade e crea un benessere assoluto; distribuite questo amore sul vostro corpo perché lo guarisca; fatelo penetrare nel vostro cuore perché lo calmi, lo conforti; fatelo penetrare nella vostra testa perché vi dia pace e serenità. Entrate dentro di voi, andate a verificare se tutto è in ordine e in armonia e se ancora questo non è perfetto, riproponete luce e amore.
VOLA ALTO

Quante volte gli anziani, gli amici e i parenti mi dicevano: “ nella vita devi stare in alto” , “stai sopra a tutti”, “devi primeggiare”, “se vuoi vivere sereno mira in alto”, “guarda gli altri dall’alto e starai bene”…. Dovevo immaginare che finiva cosi! io come tanti giovani, ho fatto di testa mia e volando sempre a non più di due metri ora mi ritrovo spiaccicato sul parabrezza di un tir…. Giovani moscerini imparate a volare alto!
BY ENZINO
BIRMANIA

RANGON, OBAMA TELEFONA A SAN SUU KYI...Il presidente americano, Barack Obama, ha telefonato, dal suo aereo Air Force One, alla leader dell'opposizione birmana e Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, per parlare delle aperture avviate dalla ex giunta militare. Lo ha riferito un alto responsabile americano, aggiungendo che il segretario di stato, Hillary Clinton, si recherà in Birmania il mese prossimo, nella prima visita di un ministro degli Esteri Usa nel paese in 50 anni.
A poco più di 20 anni dalla sua vittoria elettorale del 1990, mai riconosciuta dal regime che la spedì agli arresti per 15 anni, Aung San Suu Kyi torna ufficialmente alla politica: il premio Nobel per la pace ha fatto capire nei giorni scorsi che intende candidarsi alle elezioni che potrebbero tenersi all'inizio del prossimo anno. Fonte_ TG1 Online
Cannibalismo Moderno...

C'è un nesso, sembra, tra il cibarsi di carne prodotta innaturalmente, satura di dolore, la miopia di chi considera la caccia moderna uno sport nobile ed "ecologico", il fruire della svariata gamma di beni superflui e spesso nocivi che la società "progredita" offre, e la violenza e l'irriflessiva mancanza di saggezza che conducono all'ingiustizia, allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e infine alla guerra: ultimo stadio di un male che inizia nella disarmonia dei piccoli gesti quotidiani.
Giuseppe Gorlan
LAGER ZOOTECNICO....

Una mostruosità del nostro secolo è stata la costituzione degli allevamenti intensivi e lo sviluppo di una complessa disciplina di tortura che si chiama zootecnia. Il lager zootecnico non solo ha rimosso qualsiasi senso di responsabilità umana nei confronti degli animali domestici, ma ha fatto di più: ha volutamente ignorato le loro caratteristiche di esseri senzienti. Questa attività è letteralmente un crimine legalizzato.
INDIA

Assassinata a bastonate in India suor Valsa John, la religiosa cattolica che difendeva i Santal, la più grande comunità tribale indiana. Minacciata dai signori delle miniere. Si chiamava Valsa John la suora cattolica di 52 anni che è stata uccisa ieri davanti alla porta della sua abitazione. Viveva a Bachuwari, un piccolo villaggio nello stato del Jarkhand, nell'India orientale. Da anni si batteva per proteggere gli interessi dei Santhal, la più grande comunità tribale indiana, le cui origini pare risalgano a oltre 60.000 anni fa.
La sopravvivenza di questa antichissima cultura, che ha mantenuto sino a oggi la propria lingua e la propria religione, è da diversi anni minacciata dalle corporazioni che si occupano dell'estrazione del carbone nell'area. La potentissima industria del carbone indiana, la terza per grandezza e giro d'affari nel mondo, è prevalentemente gestita da cosche mafiose, che espropriano i tribali delle loro terre, per poi farli lavorare nelle miniere sottopagati e in condizioni disumane.
L'attività umanitaria della suora l'aveva già messa nei guai più di una volta. Nel 2007 era stata addirittura arrestata in seguito alle sue manifestazioni di protesta per la costruzione dell'ennesima miniera sulle terre dei tribali. Ma non per questo Suor Valsa si è data per vinta, e ha continuato a lottare. Negli ultimi tempi si stava battendo contro il funzionamento di una miniera privata di carbone nel distretto di Pakur. Da anni riceveva minacce di morte contro le quali, tre anni fa, aveva sporto denuncia.
Mercoledì sera ha aperto la porta ai suoi assassini, che l'hanno uccisa a bastonate. Il suo corpo è stato talmente martoriato che le autorità lo hanno definito “non traportabile”. Il giorno prima aveva parlato al telefono con la sorella, dicendosi molto preoccupata della situazione, tuttavia determinata a non rinunciare a lottare. Padre Babu Joseph, portavoce della Chiesa cattolica locale, ha fatto un appello al governo affiché sia fatta piena luce sul caso e vengano identificati e puniti i colpevoli. Suor Valsa era membro della congregazione Sorelle di Carità di Gesu' e Maria da 24 anni.
Fonte ( FamigliaCristiana.it )
** SIRIA ** La GUERRA NASCOSTA.....

Rifiuta di sfilare per Assad e viene ucciso a soli 14 anni....Domenica scorsa Mohammed Abdul Salam Al-Mlaessa è morto davanti agli occhi increduli dei suoi compagni di classe per essersi rifiutato di manifestare contro la decisione della Lega Araba di sospendere la Siria. I ragazzini erano stati prelevati l’altra mattina in classe dai militari che volevano obbligarli a partecipare alla manifestazione. Mohammed si era fatto portavoce della loro riluttanza e aveva chiesto alle forze di sicurezza di lasciarli andare. La risposta è stata un proiettile in pieno petto. Il giovane ha cominciato a rantolare mentre veniva picchiato selvaggiamente con dei bastoni per svariati minuti. “Non essendo ancora sicuri della sua morte – denuncia l’Ong – il comandante ha ordinato ai suoi di sparargli ancora. E questo è esattamente quello che è accaduto con un secondo proiettile letale che ha attraversato il fianco del bambino Mohamed Abdul Salm Al Maleassa”. E’ abbastanza usuale che gli studenti siano costretti a sfilare per il regime. “Dalle elementari alle medie, i ragazzi in Siria sono in prima linea nelle manifestazioni — ha spiegato ad Alessandra Muglia Mousab Azzawi, responsabile dell’Osservatorio siriano per i diritti umani —. Nessun regime può resistere agli studenti. Per questo li temono, li uccidono, li prendono in ostaggio. E fanno sentire la loro voce al telefono mentre li torturano”.
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