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lunedì 29 novembre 2010
domenica 28 novembre 2010
PENSIONE........
*** IL SAGGIO DICE 33 ***
*** IL SAGGIO DICE 32 ***
Namastè a tutti quelli che passeranno di qui......
Il gesto utilizzato come saluto per gli Hindu è chiamato "Namaskaram", le due mani unite a portate all'altezza del cuore con il capo leggermente chino, dicendo Namaste, Namskar, o Namaskara nelle varie lingue del subcontinente indiano. È un gesto di amicizia e cortesia, anche un ringraziamento. Esso è divenuto una vera icona dell'ospitalità e della spiritualità dell'india, Bharat.
In sanscrito namas significa "saluto riverente, inchino", che deriva dalla radice nam, che ha significati come "piegarsi, umile sottomissione". Te significa "a te". Quindi letteralmete "Mi inchino a te", e comunica significati come "Onoro la luce che è in te" o "Adoro la divinità che è in te". Namaste ci rammenta che tutti gli esseri, ogni esistenza è sacra.
Nel misticismo indiano e chiamato "Namaskaram mudra", e molti ne sonosignificati e poteri. È simultaneamente un saluto parlato e un gesto, un mantra e un mudra. Il gesto delle mani giunte è chiamato "anjali" (radice anj, onorare, celebrare, ornare), che può i rappresentare un cosmo apparentemente duale, oppure, il riunirsi dello spirito e della materia, la mano destra la natura divina quella sinistra la natura terrena. Secondo alcuni questa posizione delle palme e delle dita (mudra) agisce come una semplice asana , bilanciando ed armonizzando le energie, permette un riequilibrio interiore.
Il namaste può esprimere una più profonda venerazione quando si portano le dita delle palme unite alla fronte, tra le sopracciglia, dove è localizzato i mistico "terzo occhio", in corrispondenza del Ajna cakra. Un'ulteriore forma di namaste porta le palme completamente al di sopra del capo, in corrispondenza del Brahma-randra, l'apertura del Sahasrara chakra.
In sanscrito namas significa "saluto riverente, inchino", che deriva dalla radice nam, che ha significati come "piegarsi, umile sottomissione". Te significa "a te". Quindi letteralmete "Mi inchino a te", e comunica significati come "Onoro la luce che è in te" o "Adoro la divinità che è in te". Namaste ci rammenta che tutti gli esseri, ogni esistenza è sacra.
Nel misticismo indiano e chiamato "Namaskaram mudra", e molti ne sonosignificati e poteri. È simultaneamente un saluto parlato e un gesto, un mantra e un mudra. Il gesto delle mani giunte è chiamato "anjali" (radice anj, onorare, celebrare, ornare), che può i rappresentare un cosmo apparentemente duale, oppure, il riunirsi dello spirito e della materia, la mano destra la natura divina quella sinistra la natura terrena. Secondo alcuni questa posizione delle palme e delle dita (mudra) agisce come una semplice asana , bilanciando ed armonizzando le energie, permette un riequilibrio interiore.
Il namaste può esprimere una più profonda venerazione quando si portano le dita delle palme unite alla fronte, tra le sopracciglia, dove è localizzato i mistico "terzo occhio", in corrispondenza del Ajna cakra. Un'ulteriore forma di namaste porta le palme completamente al di sopra del capo, in corrispondenza del Brahma-randra, l'apertura del Sahasrara chakra.
martedì 16 novembre 2010
PIACERI

Siamo ormai entrati stabilmente nel periodo invernale….ce lo ricordano le gelate mattutine, le prime imbiancate, le mani e le labbra “
increspate”…. Ecco cosa fare al rientro dopo una giornata intensa
passata al lavoro. Accendiamo un incenso per confondere i soliti odori
...e liberare la mente, apriamo l’acqua calda della doccia , infiliamoci
sotto e ascoltiamo il suono del nostro silenzio per trovare la perfetta
armonia…è bello rilassarsi sotto una doccia bollente…è uno dei piaceri
meno costosi ma anche più gradevoli….. buona doccia Lucio
PAURA
PROSPETTIVA

L'uomo ha perduto la sua prospettiva interiore, misura la propria grandezza sulla base della sola materia e non della connessione vitale con l'infinito; egli misura la sua attività sulla sua vita frettolosa, e non sulla serenità della perfezione, non sulla quiete del cielo stellato, nel movimento ritmico dell'incessante creazione. ( Tagore)
ASSAPORARE LA VITA
CORAGGIO
POSITIVO
COLESTEROLO

Cos’è il colesterolo?
Da dove viene il colesterolo?
Il corpo produce da solo la maggior parte del colesterolo circolante. In effetti, solo una piccola parte del colesterolo proviene dalla dieta. I tuorli d’uovo ed il fegato contengono grandi quantità di colesterolo.
Spesso si sente parlare di colesterolo buono e cattivo. In realtà il colesterolo è uno solo, quello che cambia è chi lo trasporta nel sangue e il fatto che lo depositi o meno sulle pareti delle arterie. il meccanismo di trasporto del colesterolo avviene con le lipoproteine LDL e HDL. Le LDL hanno il compito di trasportare il colesterolo dal fegato ai tessuti, dove viene utilizzato, mentre le HDL hanno la funzione opposta, in quanto prelevano il colesterolo dai tessuti e lo riportano al fegato.
Le LDL sono pericolose in quanto tendono a depositare il colesterolo sulla parete delle arterie, favorendo la formazione delle placche aterosclerotiche.
Al contrario, le HDL tendono a rimuovere il colesterolo ostacolando la formazione delle placche.
Ecco perché si dice colesterolo "cattivo" quello trasportato dalle LDL, mentre quello “buono” è quello trasportato dalle HDL
Quindi non basta conoscere il colesterolo totale senza sapere come siano ripartite le due frazioni principali LDL-HDL.
I valori di riferimento del colesterolo totale sono dati in mg/dl 110 – 200
I valori di riferimento del colesterolo HDL sono dati in mg/dl 40 – 110
I valori di riferimento del colesterolo LDL sono dati in mg/dl 80 – 130
Il valore (LDL) si ottiene sottraendo dal colesterolo totale il valore di (HDL).
Con un colesterolo a 240 dovremmo preoccuparci ma se il valore difensivo ( HDL) è alto il valore (LDL) rientrerà nei limiti e saremo abbastanza protetti….. viceversa un’accettabile valore totale di 210 con un valore difensivo (HDL) basso ci determinerà un valore (LDL) che supera il vaolre di riferimento diventando cosi pericoloso.
Teniamo presente che una dieta mirata e uno stile di vita migliore difficilmente abbassa la colesterolemia totale più del 15/20% , quindi bisogna tenere in considerazione che un’ipercolesterolemia potrebbe avere anche un’impronta famigliare, il nostro fegato produce un’eccesso di colesterolo e per rientrare nei limiti bisognerà fare ricorso ai farmaci che agiscono sull’errore formativo di origine genetica.
PAURA
AHIMSA
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